La candidatura di una città ad ospitare un grande evento di rilievo internazionale può rappresentare, già da sola, un elemento di stimolo e qualificazione che contribuisce positivamente al rilancio dell'intera realtà coinvolta. Lo ha detto Debra Mountford, consulente OCSE ed esperto di processi di trasformazione territoriale, presentando al TTG Incontri i risultati di una ricerca compiuta su tutte le città che hanno ospitato grandi eventi negli ultimi anni. Mountford, parlando nel corso del convegno “Italy is back”, realizzato in collaborazione con la Struttura di Missione per le Celebrazioni del 150° Anniversario dell'Unità Nazionale della Presidenza del Consiglio e il Comitato Italia 150, ha detto: “Gli eventi globali sono sempre più popolari, ma per ospitare grandi eventi è prima di tutto necessaria una collaborazione trasversale a vari livelli di governo che devono trovarsi allineati sugli obiettivi e su come perseguirli –– Per partire con una candidatura occorre avere ben chiari gli obiettivi, questo porterà automaticamente ad effetti positivi sull'approccio alle strategie di tipo economico per raggiungerli. La disciplina che si acquisisce in questi frangenti è molto importante, anche se la candidatura non va a buon fine, perché si mettono in moto energie e una curva di apprendimento crescente che porta automaticamente ad una positiva trasformazione territoriale. Per esempio, ad Atene il processo di avvicinamento alla candidatura ha introdotto nella pubblica amministrazione il concetto della trasparenza che è stato percepito positivamente da tutta la nazione. Dunque una buona organizzazione diventa un fattore positivo anche dal punto di vista politico. Per poter raggiungere l'obiettivo i promotori devono, oltre a dare grande visibilità a tutte le fasi di progressione del progetto, devono lavorare su scadenze effettive, accelerare il ritmo del cambiamento, imparare a collaborare, cambiare le regole d'ingaggio adottando comportamenti virtuosi e creare fiducia per cambiare il futuro attraverso questo tipo di eventi. In questo contesto il 2011 rappresenta per l'Italia una grande opportunità. Non solo per l'immagine turistica e per i ritorni economici ma anche per aumentare i livelli di partecipazione attiva della cittadinanza”.