Prezzo e fiducia i fattori che pilotano la scelta del viaggiatore italiano

Data : 26 Ott 2008

Rimini, 25 ottobre 2008 - “Siamo passati dal turismo di destinazione al turismo di motivazione. E oggi le principali motivazioni di scelta delle mete in cui trascorrere le vacanze sono il prezzo e la fiducia”. E' un viaggiatore oggi più che mai attento al portafoglio quello disegnato da Josep Ejarque, esperto internazionale di destination management, che nel moderare la sessione del TTG Forum Italy is back dedicata a “Cultura, paesaggio, enogastronomia, sviluppo delle imprese: le leve per riqualificare l'offerta italiana attraverso la governance del sistema turistico” svoltosi a TTG Incontri, la principale fiera b2b del turismo in corso a Rimini Fiera fino al 26 ottobre, ha più volte sottolineato come nel giro di poco tempo si sia passati dalla figura del consumer – cioè il consumatore passivo di prodotti imposti dal mercato – a quella del prosumer, cioè il consumatore che in prima persona partecipa alla creazione del prodotto. 
Un fenomeno che impone un ripensamento della governance dell'intero comparto, come sottolineato da Claudio Bocci, direttore Federculture secondo cui “per una strategia di sviluppo territoriale efficace è indispensabile che pubblico e privato potenzino la loro capacità di integrare i diversi sistemi – infrastrutture, trasporti, asset culturali – organizzando momenti di discussione congiunti, senza più limitarsi a 'vivere di rendita'”.
E se il settore pubblico ha bisogno di farsi un esame di coscienza, il comparto privato non è certo privo di pecche. E' l'opinione di Andrea Giannetti, presidente Confindustria Assotravel e Vice presidente Federturismo: “in Italia - dice - non esistono gruppi aziendali della portata di quelli che si trovano, ad esempio, nell'industria. Gli amministratori pubblici devono rendersene conto e persuadersi finalmente che se vogliono fare sistema è con le piccole e medie imprese che devono aprire un dialogo”. Una sensibilizzazione all'aiuto reciproco di enti pubblici e privati arriva anche da Emma Aru, presidente EGA Professional Congress Organizers e membro della Giunta PMI-UIR Confindustria. “Se da una parte nel congressuale mancano spesso strutture di supporto importanti come i Convention Bureau, il cui ruolo è proprio quello di promuovere il territorio all'utenza turistica che viaggia per affari, dall'altra va anche rimarcato che le aziende non sono organizzate per supportare la pianificazione dei pacchetti e per strutturare le tariffe con 4-6 anni di anticipo, che sono quelli necessari a un Convention Bureau per promuovere la propria area territoriale”. 
Tutto questo avviene anche perché in ambito turistico non si tiene spesso in sufficiente considerazione il ruolo dell'imprenditore e l'importanza di poter confidare su una imprenditorialità di qualità elevata. “Rispetto ad esempio al distretto industriale, fra gli imprenditori del turismo c'è povertà di meccanismi imitativi – dichiara Carmine Tripodi, docente Area Strategia e Imprenditorialità SDA Bocconi. E' strano osservare come nonostante le ricchezze culturali e paesaggistiche di cui dispone, il turismo non riesca a concorrere alla diffusione della marca Paese, come invece hanno fatto gioielli, abiti e altro”. Per valorizzare il settore è quindi importante una governance più forte e consapevole del fatto che “il sistema di imprese è la linfa del territorio su cui operano”, approfondisce Giannetti, che conclude chiedendo agli amministratori pubblici una collaborazione più attiva e stretta. “Contrariamente a quanto dicono i politici – afferma infatti - il turismo non è erba che cresce spontanea, ma che va coltivata e curata”. 
Il convegno Italy is back è stato organizzato dalla Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per le celebrazioni del 150° Anniversario dell'Unità Nazionale e dal Comitato Italia 150.