Non siamo ancora al tramonto dell'all-inclusive, ma sicuramente il prodotto tagliato su misura sta conquistando uno spazio via via più ampio. E' una dinamica ormai assodata e lo hanno certificato tutti i relatori presenti alla tavola rotonda “Dall'all-inclusive alla my generation. Il mercato cambia. E le aziende?”, svoltosi a TTG Incontri, la principale Fiera del Turismo in corso a Rimini Fiera fino a domenica 26 ottobre.
“C'è un mercato ormai estremamente ampio che va in cerca di proposte alternative all'all-inclusive” conferma Marco Nova, direttore business development Valtur. “Siamo forse uno degli ultimi settori ad avere capito che il cliente è cambiato, e il ritardo non è soltanto dei tour operator” – affonda Alessandro Biasi, direttore marketing Hotelplan, che aggiunge “anche chi fa intermediazione deve affinare le capacità di lettura e comprendere da subito e a fondo cosa chiede il cliente che gli sta davanti, in modo da proporgli il prodotto più adatto”.
“L'all-inclusive funziona ancora, ma stanno emergendo trend di domanda molto di nicchia. Quello che ci proponiamo in Eden Viaggi è soffermarci per capire quali potranno essere le evoluzioni del comparto”, aggiunge Tommaso Bertini, responsabile web marketing del tour operator.
Citando i nove brand che il Gruppo Hilton, il direttore marketing per l'Italia Francesco Sostero, conferma l'importanza di segmentare il prodotto. “E' importante che il cliente – dice – associ ad ogni singolo brand uno specifico tipo di esperienza”.
Anche secondo Armando Muccifera, uno dei responsabili della direzione commerciale del vettore asiatico Thai Airways, rinomato da sempre per l'attenzione al servizio, “l'all-in esiste ancora, ma riguarda solo una parte del mercato, che rimane circoscritta. L'attenzione al prodotto tagliato su misura è però da sempre alta”. Non è infatti un caso che MSC Crociere stia per lanciare sul mercato il nuovo servizio de luxe con assistenza di un maggiordomo a bordo. “Una proposta – spiega il direttore commerciale per il Sud Europa Leonardo Massa – su cui lavoriamo da tempo e da tempo abbiamo investito per una appropriata formazione del personale”.
E' infatti parere comune che l'orientamento al prodotto tailor-made imponga investimenti in formazione e denaro consistenti ma soprattutto mirati. “E' fondamentale comprendere molto bene cosa oggi si intenda per lusso”, spiega infatti il coordinatore del tavolo, Laura Rolle, semiologa e responsabile area ricerche di Matica, l'agenzia che per conto di TTG Italia coordina l'Osservatorio Sphera Trend Vision. “Spesso non è necessario reinventarsi il prodotto, ma soltanto comunicarlo in modo diverso evidenziando gli asset cui oggi i consumatori attribuiscono più valore. Per alcuni turisti, oggi lusso significa poter scegliere destinazioni o strutture attente all'ambiente”. Il genere di viaggiatore cui Rolle fa riferimento esiste già e manifesta le proprie aspirazioni attraverso l'acquisto di generi alimentari, cosmetici e per l'igiene della casa che garantiscono la riduzione dell'inquinamento.
Il futuro dell'offerta di viaggi fortemente orientata alla personalizzazione è dunque il solo? “Certamente non siamo in grado di intercettare tutto il mercato e ogni sua sfaccettatura in termini di richieste”, ammette Alessandro Biasi.
Quale allora la soluzione? “Guardare con attenzione a quello che succede nel mondo del consumo in generale, focalizzandosi sui nuovi 'carrelli della spesa' e provando a ipotizzare come le aspirazioni degli acquirenti possano essere soddisfatte dall'industria dei viaggi. –suggerisce Rolle -. E magari ripensare all'all-inclusive, proponendolo come semplificazione del prodotto, sulla scia del trend alla riduzione e al ritorno alla semplicità oggi inseguito dalla 'nuova' domanda”.