Soltanto in Italia sono circa 500mila le persone con disabilità che desiderano viaggiare ma non trovano servizi idonei ai propri bisogni. Inoltre, le stime ci informano che nei prossimi cinquant'anni la quota degli ultrasessantenni nei Paesi sviluppati passerà da 1/5 a 1/3 della popolazione. Se gli operatori del settore si attrezzassero adeguatamente per gestirli, l'industria dei viaggi della Penisola potrebbe contare anche su di loro e sicuramente sarebbe in grado di accogliere anche molti più turisti stranieri. Su questo presupposto si è tenuto il Seminario di Tecniche della Comunicazione inserito nel Programma TTG Forum sul tema: “Dialogare e promuoversi a turisti con disabilità e viaggiatori senior”, tenuto a TTG Incontri-Rimini Fiera dalla psicologa e psicoterapeuta Maria Alessandra Polimeno e dal pedagogista ANPE (Associazione Nazionale Pedagogisti) Giuseppe Rulli. Un appuntamento proposto ai professionisti del comparto per imparare o affinare le strategie di approccio e comunicazione con il cliente disabile oppure in fascia terza età.
Entrambi autori del volume “Turismo Sociale” presentato in anteprima a TTG Incontri e edito da Tannini-Editoria Scientifica, i due esperti sottolineano come “in Italia sia ancora interdetto l'accesso al turismo ad oltre il quaranta per cento dei cittadini. E questo – aggiungono - è motivo di preoccupazione per coloro che, organizzati nelle associazioni del turismo sociale, desiderano garantire la partecipazione di tutte le fasce della popolazione - in particolare dei giovani, degli anziani e dei diversamente abili - ai servizi turistici e promuovere un turismo rispettoso dell'ambiente, delle culture e delle popolazioni locali”.
Rendere un Paese più accogliente per queste nicchie di mercato non significa però soltanto dotarsi di infrastrutture adeguate ma anche investire in formazione. “Cortesia, disponibilità all'accoglienza, stile del personale – spiega Polimeno – rientrano nelle cosiddette qualità immateriali che tuttavia influenzano pesantemente il giudizio e la valutazione da parte del cliente”. Che per trovarsi a proprio agio ha bisogno di attenzioni particolari che presuppongono la conoscenza dei codici di comunicazione più adatti. “Al cliente disabile – consiglia Rulli – devono essere fornite informazioni diverse da quelle abituali. Queste informazioni vanno dalle opportunità di parcheggio ai percorsi interni ed esterni alle strutture, l'ubicazione di tutti gli spazi funzionali, le misure di sicurezza, le dimensioni e la disponibilità di attrezzature specifiche”.
Polimeno e Rulli parlano anche di come impostare il rapporto con clienti con problemi di alimentazione, persone con diabete, con insufficienza renale, con malattie oncologiche, mobilità ridotta, non udenti e ipoudenti, suggerendo le possibili soluzioni.
La ricetta che propongono è una nuova forma di turismo: quella del “ben-essere”. Maria Luisa De Natale, prorettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Professore Ordinario di Pedagogia degli adulti, nella prefazione al volume di Rulli-Polimeno ne spiega molto chiaramente gli obiettivi: “i viaggi sono tra i più validi mezzi sussidiari e integrativi di ogni apprendimento che abbia un valore costruttivo per la persona. Il viaggiare deve quindi diventare anche per chi è diversamente abile, e - sottolinea - anche in Italia, un principio basilare della nuova educazione e della nuova organizzazione della nostra vita sociale. Così come già avviene in altri Paesi europei”.